I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi [671 c.p.c.] o per l'espropriazione di beni mobili [513 c.p.c.] nell'interesse comune dei creditori hanno privilegio sui beni stessi [2777, 2905, 2910](1).
I crediti per spese di giustizia fatte per atti conservativi [671 c.p.c.] o per l'espropriazione di beni mobili [513 c.p.c.] nell'interesse comune dei creditori hanno privilegio sui beni stessi [2777, 2905, 2910](1).
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Consulenza(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)
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ConsulenzaCass. civ. n. 1718/2025
Al creditore istante per la dichiarazione di fallimento del suo debitore va riconosciuto il privilegio di cui agli artt. 2755 e 2770 c.c., nonché quello previsto dall'art. 95 c.p.c. - c.d. privilegio per spese di giustizia - con riferimento alle spese all'uopo sostenute, atteso il sostanziale parallelismo tra creditore procedente nella procedura esecutiva singolare e creditore istante nella procedura concorsuale. (Nella specie, la S.C., dopo aver affermato tale principio, ha confermato l'esclusione del privilegio relativo alle spese legali affrontate dal ricorrente per l'istanza di fallimento, atteso che questa era stata proposta quando già pendeva analoga richiesta formulata da altro creditore, con la conseguenza che, in difetto di rinuncia del primo creditore istante o del rigetto della sua domanda, la seconda istanza non ha apportato alcun concreto beneficio alla massa creditoria).Cass. civ. n. 5085/2024
La sentenza che accoglie l'azione revocatoria "giova al cessionario del creditore ope legis", in quanto i suoi effetti sostanziali si spiegano nei confronti dell'effettivo nuovo titolare, sia o meno il medesimo sia intervenuto in giudizio; tale principio trova fondamento nelle disposizioni degli artt. 2902, 1263 e 2755 cod.civ., che prevedono rispettivamente il trasferimento dei privilegi scaturenti dalla causa del credito e gli effetti della declaratoria di inefficacia dell'atto dispositivo per effetto dell'accoglimento della domanda di revocazione.Cass. civ. n. 22725/2019
In sede di ammissione allo stato passivo, le spese sostenute dal creditore istante nel giudizio di opposizione alla sentenza di fallimento, in quanto sorte successivamente all'apertura del concorso dei creditori e, pertanto, inidonee ad integrare un credito concorsuale, non possono godere del privilegio di cui agli artt. 2755 e 2770 c.c., perché tali cause di prelazione concernono le spese relative all'apertura dell'esecuzione singolare o collettiva.Cass. civ. n. 29113/2017
Al creditore che abbia ottenuto nei confronti del debitore successivamente fallito un sequestro conservativo va riconosciuto il privilegio speciale di cui agli artt. 2755 e 2770 c.c.,ancorché a questo non sia seguito il pignoramento, atteso che la ratio del privilegio per atti conservativi è quella di assicurare proprio la conservazione dei beni, impedendone l'alienazione a terzi, in vista del soddisfacimento delle ragioni di tutti i creditori, che si realizza nel fallimento come nell'esecuzione individuale attraverso la liquidazione dei beni medesimi.Cass. civ. n. 26949/2016
Al creditore istante per la dichiarazione di fallimento del suo debitore va riconosciuto il privilegio di cui agli artt. 2755 e 2770 c.c. nonchè 95 c.p.c. (privilegio per spese di giustizia) con riferimento alle spese all'uopo sostenute, atteso il sostanziale parallelismo tra creditore procedente nella procedura esecutiva singolare e creditore istante nella procedura concorsuale.
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