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Diritto civile -

Il trust dalle origini negli ordinamenti di common law alla diffusione negli ordinamenti di civil law. Il trust "Dopo di Noi"

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2022
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi del Salento
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
L’oggetto della tesi è: “Il trust delle origini negli ordinamenti di common law alla diffusione negli ordinamenti di civil law. Il trust “Dopo di Noi”. Il trust è uno strumento giuridico di matrice anglosassone che permette ad un soggetto, denominato disponente, di trasferire dei beni ad un altro soggetto, il trustee, il quale è fiduciariamente obbligato a gestirli secondo le indicazioni ed il programma precisati dal disponente stesso nell’atto istitutivo e nell’interesse dei beneficiari, o per la realizzazione di uno scopo con il controllo del guardiano.
È uno strumento duttile e poliedrico che trova applicazione in diverse branche del diritto, principalmente nel diritto familiare per la pianificazione patrimoniale, per il passaggio generazionale, per le unioni di fatto e per la tutela di soggetti deboli (cosiddetto "trust dopo di noi").
La tesi è suddivisa in tre parti:
  1. Il trust: origini ed evoluzione”;
  2. Il trust Dopo di Noi”;
  3. Profili tributari del trust”.
Nella prima parte viene esaminato il trust dalle sue origini all’interno degli ordinamenti di equity e di common law al suo millenario percorso di espansione nell'utilizzo, soprattutto in altri ordinamenti quali quelli di matrice e tradizione anglosassone.
Il lavoro prosegue con gli indispensabili cenni alle leggi sul trust dei Paesi che le hanno promulgate tra cui il Trusts (Jersey) Law del Baliato di Jersey. Sono stati approfonditi gli elementi fondamentali del diritto dei trust e gli utilizzi più diffusi dello strumento in situazioni diverse.
Viene trattata in seguito la Convenzione De L’Aja del 1° luglio 1985, con la cui ratifica si è dato formalmente origine al cosiddetto trust interno, ossia quello istituito da soggetti residenti in Italia e con beni situati in Italia, regolato da una legge regolatrice scelta nell’atto istitutivo, appartenente ad un ordinamento giuridico estero, ove sia presente una normativa sui trust.
Viene, inoltre, esaminato il lungo percorso di introduzione ed assimilazione del trust nell'ordinamento italiano, dal punto di vista normativo e giurisprudenziale.
Nella seconda parte viene analizzata la legge n. 112 del 22 giugno 2016, detta “Dopo di Noi”, che è il primo riferimento espresso al trust compiuto dal legislatore italiano che esprime il favor legis verso il trust, riconoscendo a tale strumento le impareggiabili doti di versatilità e duttilità che ne hanno consentito l'uso nei secoli a tutte le latitudini. Tale legge risponde all’esigenza di tutela giuridica del bisogno di soddisfare l'incombente domanda dei genitori di figli disabili: “Cosa accadrà dopo di noi?”. Il genitore, adottando il trust, riesce a rendere note ed a vincolare giuridicamente le effettive necessità del familiare debole e le più idonee modalità per provvedere alle sue cure e ai suoi bisogni, attraverso la redazione del cosiddetto progetto di vita. Il trust, inoltre, risponde anche alla preoccupazione del genitore di non essere più personalmente in condizione di assistere il soggetto disabile, quando l’avanzare dell’età non gli consenta di adempiere al nobile compito in maniera adeguata.
La trattazione prosegue con un esempio concreto di atto istitutivo di trust "dopo di noi", e con l'elaborazione di un uso innovativo del trust per il cohousing che ho definito “multilevel”, caratterizzato da un modello architetturale integrato costituito da più trust che consentano la fruizione dei beni a più soggetti e la facilitazione di accesso a finanziamenti pubblici o privati, nonché una sorta di consolidamento nel tempo, all’interno di un unico trust, delle risorse provenienti dai disponenti di precedenti trust.
Nella terza parte sono esaminati i profili fiscali del trust, la cui analisi costituisce spesso fattore condizionante nella scelta dell’utilizzo di tale strumento. Dopo aver percorso le tappe d’introduzione dello strumento all’interno dell’ordinamento giuridico italiano sotto il profilo tributario, viene esaminata compiutamente la recente circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 34/E del 22 ottobre 2022.

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