Se questa situazione dovesse protrarsi nei prossimi mesi, le conseguenze potrebbero essere pesanti: aumento dei prezzi dei biglietti e possibili cancellazioni dei voli. Ma come possono tutelarsi i viaggiatori?
A fare chiarezza è Federconsumatori, associazione che si occupa della tutela dei diritti dei consumatori, predisponendo un piccolo memorandum con i diritti e una serie di indicazioni utili.
Secondo Federconsumatori, il rischio di rincari è concreto, ma non dovrebbe diventare un pretesto per aumenti ingiustificati. Molte compagnie, infatti, utilizzano già strumenti di protezione come l'“hedging”, cioè l'acquisto anticipato di carburante per difendersi dalle oscillazioni dei prezzi. Questo meccanismo potrebbe limitare l'impatto sui passeggeri, almeno nel breve periodo.
Tuttavia, in uno scenario caratterizzato da caro-voli e possibili disservizi, è fondamentale che i passeggeri siano consapevoli dei propri diritti, soprattutto se hanno già prenotato viaggi estivi.
In caso di cancellazione o forte ritardo del volo, i viaggiatori hanno diritto a:
- rimborso del biglietto oppure volo alternativo;
- assistenza in aeroporto (pasti, bevande);
- eventuale pernottamento, se necessario.
Quali cautele allora sarebbe opportuno adottare?
Federconsumatori suggerisce alcune precauzioni utili per affrontare eventuali problemi:
- conservare sempre biglietti, ricevute e comunicazioni della compagnia;
- controllare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto;
- richiedere subito assistenza in caso di cancellazione;
- non accettare voucher se si preferisce ottenere un rimborso in denaro.
Anche il Codacons è intervenuto sul tema, invitando a evitare allarmismi ma sottolineando l'importanza di un'informazione corretta.
- ha un costo;
- non copre tutti i rischi;
- prevede franchigie, limiti e possibili esclusioni.
Al momento, le compagnie aeree non sembrano intenzionate a effettuare tagli immediati alle tratte. Tuttavia, i primi annunci relativi a possibili limitazioni del carburante stanno generando una certa preoccupazione. Secondo le informazioni più recenti, le scorte disponibili dovrebbero essere sufficienti a coprire gran parte della stagione estiva. Eventuali criticità potrebbero emergere solo verso la fine del periodo, tra la seconda metà di agosto e, più probabilmente, da metà settembre.
Le misure che le compagnie stanno adottando hanno quindi un carattere preventivo: si tratta di strategie pensate per affrontare un’eventuale crisi prolungata, nel caso in cui il conflitto continui ancora per mesi e lo stretto di Hormuz resti bloccato.
Per quanto riguarda le tempistiche, i voli prenotati per aprile e maggio non dovrebbero subire particolari disagi. La situazione potrebbe invece complicarsi a partire da giugno, quando l’aumento della domanda legato all’alta stagione estiva potrebbe entrare in contrasto con una possibile riduzione dell’offerta. Se la crisi energetica dovesse persistere, le compagnie potrebbero progressivamente diminuire il numero di voli, cancellare alcune tratte e aumentare i prezzi dei biglietti.
Non tutte le rotte, però, presentano lo stesso livello di rischio. I collegamenti europei di breve durata e i voli verso il Nord e Sud America sono considerati relativamente sicuri, così come quelli verso grandi destinazioni internazionali e mete turistiche molto richieste, comprese diverse località del Mediterraneo e del Sud Italia.
Al contrario, risultano più esposte le tratte meno frequentate e quelle dirette verso destinazioni secondarie, in particolare le isole minori. Anche i voli verso l’Asia appaiono più vulnerabili, soprattutto a causa delle tensioni nell’area del Golfo Persico. Alcuni Paesi stanno già intervenendo sulle scorte di carburante, mentre i collegamenti con il Medio Oriente restano fortemente limitati, coinvolgendo anche importanti hub internazionali.
Ulteriori difficoltà si registrano anche su rotte più lontane: in Australia, ad esempio, si teme una carenza di carburante già a partire da maggio, mentre alcune compagnie hanno iniziato a cancellare numerosi voli interni.