La situazione è più comune di quanto si pensi: dopo una nevicata notturna il cielo si schiarisce, le strade principali sembrano pulite e la tentazione di inforcare la moto è forte. Eppure, quel velo lucido nelle zone d'ombra non è acqua, ma ghiaccio. Per chi usa motocicli e scooter durante tutto l'anno, l'inverno rappresenta molto più di una semplice stagione fredda: diventa una sfida continua tra esperienza di guida, prudenza e rispetto delle normative. La differenza sostanziale con le automobili è evidente: su due ruote non esistono margini di errore, e il confine tra controllo del mezzo e caduta è questione di un istante. Qui emerge un principio fondamentale spesso sottovalutato: in Italia non esiste un diritto automatico a circolare sempre e comunque. Quando le condizioni meteo diventano critiche, la circolazione dei veicoli a due ruote (e in alcuni casi anche a tre ruote, a seconda della classificazione) viene regolata da disposizioni precise che mettono al primo posto la sicurezza collettiva, anche a costo di limitare la libertà individuale di movimento.
Cosa prevede il Codice della Strada
Il fondamento giuridico utilizzato dagli enti che gestiscono la viabilità - siano essi Anas, Province, Comuni o società concessionarie autostradali - si trova nell'
art. 6 del Codice della strada. Questa norma conferisce il
potere di imporre obblighi e restrizioni alla circolazione al di fuori dei centri abitati, attraverso ordinanze specifiche e apposita segnaletica stradale. Il passaggio normativo che viene sistematicamente richiamato durante la stagione invernale, per regolamentare l'uso di catene e pneumatici, riguarda gli autoveicoli ed è contenuto nell'
articolo 6, comma 4, lettera e), che recita: "
prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio."
Nella pratica quotidiana questo significa che
la possibilità di transitare su determinate strade può essere subordinata al possesso di dotazioni invernali specifiche, oltre all'obbligo generale che vige dal 15 novembre al 15 aprile. Quando è presente un'
ordinanza e viene installata la
relativa segnaletica, per poter circolare legalmente diventa obbligatorio disporre di pneumatici idonei oppure avere le catene da neve a bordo del veicolo. Chi trasgredisce gli obblighi, i divieti o le limitazioni stabiliti dall'articolo 6, va incontro a una
sanzione amministrativa che varia da 87 a 344 euro (importo previsto per la violazione considerata "residuale" del
comma 14, generalmente applicata per questi casi fuori dai centri abitati). Quando invece è il
Comune a disporre limitazioni all'interno dei centri abitati utilizzando l'
art. 7 del Codice della strada, le cifre cambiano: la sanzione "residuale" oscilla
tra 42 e 173 euro. Oltre all'aspetto economico della multa, la conseguenza più immediata e concreta può essere
il fermo del veicolo o l'ordine di non proseguire la marcia qualora le condizioni vengano giudicate pericolose dalle autorità.
La Direttiva per moto e scooter
Quanto descritto finora si applica principalmente ai veicoli a quattro ruote, ma per motocicli e
scooter entra in gioco un documento normativo specifico: la
direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013. Questo provvedimento chiarisce in modo dettagliato come le prescrizioni invernali debbano essere applicate alle diverse categorie di veicoli. Il concetto espresso dalla direttiva appare inequivocabile: ciclomotori a due ruote e motocicli sono esonerati dall'obbligo di avere catene a bordo o pneumatici invernali montati. Tuttavia, durante il periodo di vigenza dell'obbligo generale - quindi dall'autunno fino alla primavera, indicativamente da novembre a maggio - questi veicoli possono circolare esclusivamente se non è presente neve o ghiaccio sulla
strada e se non stanno verificandosi precipitazioni nevose.
Questa precisazione modifica radicalmente lo scenario, perché significa che
non è sufficiente affermare di possedere gli pneumatici adeguati: nel momento in cui la strada risulta innevata o presenta superfici gelate, la circolazione su veicoli a due ruote diventa automaticamente vietata in quel contesto specifico. Non conta l'equipaggiamento, non conta l'esperienza del conducente: la
legge impone uno
stop categorico basato sulle condizioni effettive del manto stradale.
Il sottile confine tra buonsenso e sanzioni
La domanda che sorge spontanea riguarda proprio quelle situazioni intermedie: cosa accade quando il cielo è sereno ma si incontra improvvisamente un tratto di strada ancora innevato? E se la moto è equipaggiata con pneumatici specifici per l'inverno, oppure si guida uno scooter a tre ruote, le regole cambiano? La risposta non è sempre immediata perché dipende dalla categoria di omologazione del veicolo a tre ruote: alcuni rientrano nella categoria dei motocicli e seguono le stesse limitazioni, altri possono essere classificati diversamente. In ogni caso, la normativa non lascia spazio a interpretazioni soggettive sulla propria abilità di guida. Il principio che prevale è quello della prevenzione del rischio: anche se un motociclista esperto potrebbe sentirsi sicuro nel proprio controllo del mezzo, la presenza di ghiaccio o neve sulla carreggiata rende illegale la circolazione, indipendentemente dalla fiducia personale nelle proprie capacità.
Il
buonsenso, in questo contesto normativo, coincide con il rispetto delle regole: riconoscere che esistono situazioni in cui la moto deve restare ferma non è una limitazione della libertà, ma una forma di protezione per se stessi e per gli altri utenti della strada. Chi trasgredisce rischia non solo la sanzione economica, ma anche conseguenze ben più gravi in caso di incidente, sia sotto il profilo della
responsabilità civile che di quella penale.