L’iniziativa punta a offrire opportunità concrete a chi sceglie di intraprendere il proprio percorso universitario negli atenei calabresi. La sua attuazione è stata formalizzata con la firma di un Protocollo d’Intesa tra la Regione e le università del territorio, avvenuta presso la Cittadella regionale.
Il meccanismo di questa misura si basa su un sostegno economico continuativo e non su un contributo occasionale. Si tratta infatti di un assegno mensile legato ai risultati accademici. I neodiplomati con risultati eccellenti che decidono di iscriversi in un’università calabrese potranno ricevere fino a 1.000 euro al mese. Per gli studenti universitari già iscritti, l’importo varia in base alla media: 500 euro mensili per una media tra 27 e 28, 750 euro tra 28 e 29 e 1.000 euro per chi supera il 29.
In tutti i casi, è necessario essere in regola con il percorso di studi.
Un elemento centrale della misura è il mantenimento dell’eccellenza. L’accesso per i neodiplomati richiede almeno 95/100 e un posizionamento nel top 10% dei test TOLC. Per chi si iscrive a una laurea magistrale, è invece necessaria una votazione minima di 108/110 alla triennale. Una volta ottenuto il beneficio, gli studenti saranno monitorati due volte l’anno, ad aprile e a ottobre, per verificare il rispetto dei requisiti.
È prevista anche una certa flessibilità iniziale: durante il primo semestre è consentito un margine del 10% sui crediti formativi richiesti. Tuttavia, eventuali ritardi dovranno essere recuperati entro la fine dell’anno accademico per non perdere il beneficio.
A partire dal prossimo anno accademico, possono presentare domanda per il bonus gli universitari dell’Unical (Rende), della Magna Graecia (Catanzaro) e della Mediterranea (Reggio Calabria).
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a rendere la Calabria più attrattiva dal punto di vista formativo. L’obiettivo è trattenere i giovani sul territorio, alleggerire il peso economico sulle famiglie e favorire lo sviluppo di una nuova classe dirigente locale. I dati occupazionali citati dalle istituzioni indicano già risultati positivi, con alti livelli di inserimento lavorativo per i laureati delle università calabresi.
Ampio consenso è stato espresso anche dai rettori degli atenei coinvolti, che vedono nel reddito di merito un’opportunità per rafforzare la qualità del sistema universitario regionale. Un aspetto particolarmente rilevante è la possibilità di integrare questo sostegno con le borse di studio già esistenti, arrivando in alcuni casi a coprire interamente i costi del percorso universitario.
Dal punto di vista finanziario, la misura dovrebbe coinvolgere inizialmente circa il 7-8% degli studenti, con un sistema di monitoraggio costante per garantire sostenibilità ed efficacia nel tempo.