Per milioni di famiglie italiane l'ISEE rappresenta il documento che decide quanto peserà la retta dell'asilo, quale sarà l'importo dell'assegno unico per i figli o se si avrà diritto a quel bonus energia fondamentale per far quadrare i conti a fine mese. Con il decreto n. 3 del 2 marzo 2026, lo Stato ha deciso di aggiornare questo strumento, rendendolo più sensibile alle esigenze della vita moderna e, soprattutto, più generoso verso chi deve sostenere il peso di un nucleo familiare numeroso o vive nelle grandi metropoli.
La novità più dirompente introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 è la nascita di una tipologia specifica di indicatore, dedicata esclusivamente alle prestazioni familiari e alle misure di inclusione. Il nuovo modello diventa il parametro di riferimento per pilastri del sostegno economico come l'Assegno di Inclusione, il Supporto per la formazione e l'Assegno unico universale, oltre a condizionare l'erogazione dei bonus per gli asili nido e i nuovi nati.
Parallelamente, il sistema di calcolo della situazione economica equivalente viene aggiornato per riflettere i dati fiscali più recenti, basandosi sulle dichiarazioni e certificazioni del periodo d'imposta 2024. Questo allineamento temporale assicura che l'indicatore non sia distorto da redditi ormai obsoleti, garantendo una maggiore equità distributiva.
Un cambiamento rilevante si osserva nella revisione della scala di equivalenza, che ora attribuisce un peso maggiore alla presenza dei figli nel nucleo. Le maggiorazioni sono state ricalibrate per premiare la numerosità familiare con incrementi che vanno dallo 0,1 per chi ha due figli fino allo 0,55 per le famiglie con almeno cinque componenti minorenni. Rilevante è anche l'abbassamento della soglia per definire una famiglia come “numerosa” in molte sezioni della dichiarazione, che scende da 3 a 2 figli, ampliando di fatto la platea dei beneficiari di trattamenti di favore.
Un altro pilastro dell’intervento normativo riguarda la rivalutazione del patrimonio immobiliare, con un occhio di riguardo per l'abitazione principale. A causa dell'aumento dei valori catastali e delle difficoltà abitative, lo Stato ha deciso di innalzare sensibilmente la franchigia sulla prima casa. Per la generalità dei cittadini, il valore dell'immobile che non concorre al calcolo passa da 52.500 euro a 91.500 euro, cifra che sale ulteriormente fino a 120.000 euro per i residenti nei capoluoghi delle città metropolitane, dove il mercato immobiliare è tradizionalmente più oneroso. A questo si aggiunge un ulteriore cuscinetto di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Inoltre, al fine di supportare le aree più fragili del Paese, il nuovo modello Dsu introduce una clausola di salvaguardia per le famiglie colpite da eventi naturali estremi. Per tutto l'anno in corso, gli immobili che sono stati distrutti o dichiarati inagibili a causa di calamità naturali sono totalmente esclusi dal calcolo del patrimonio.
Sul fronte operativo, l'Inps ha già avviato un’importante operazione di aggiornamento automatico. Tutti i cittadini che hanno presentato una dichiarazione dal 1° gennaio 2026 vedranno le proprie attestazioni ricalcolate d'ufficio con i nuovi criteri, senza la necessità di inoltrare una nuova pratica. Questo automatismo garantisce che nessuno rimanga escluso dai nuovi benefici per colpa di un ritardo burocratico. Tuttavia, la complessità delle nuove regole segna un ulteriore restringimento per la versione semplificata della dichiarazione, la cosiddetta Dsu Mini. Oltre ai casi già noti, legati alla disabilità o alle prestazioni universitarie, la versione “breve” non potrà più essere utilizzata per accedere alle prestazioni familiari e alle misure di inclusione o in caso di genitori non conviventi. La necessità di un'analisi più profonda delle dinamiche familiari impone l'uso della Dsu integrale in quasi tutti i contesti di sostegno al reddito.
La novità più dirompente introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 è la nascita di una tipologia specifica di indicatore, dedicata esclusivamente alle prestazioni familiari e alle misure di inclusione. Il nuovo modello diventa il parametro di riferimento per pilastri del sostegno economico come l'Assegno di Inclusione, il Supporto per la formazione e l'Assegno unico universale, oltre a condizionare l'erogazione dei bonus per gli asili nido e i nuovi nati.
Parallelamente, il sistema di calcolo della situazione economica equivalente viene aggiornato per riflettere i dati fiscali più recenti, basandosi sulle dichiarazioni e certificazioni del periodo d'imposta 2024. Questo allineamento temporale assicura che l'indicatore non sia distorto da redditi ormai obsoleti, garantendo una maggiore equità distributiva.
Un cambiamento rilevante si osserva nella revisione della scala di equivalenza, che ora attribuisce un peso maggiore alla presenza dei figli nel nucleo. Le maggiorazioni sono state ricalibrate per premiare la numerosità familiare con incrementi che vanno dallo 0,1 per chi ha due figli fino allo 0,55 per le famiglie con almeno cinque componenti minorenni. Rilevante è anche l'abbassamento della soglia per definire una famiglia come “numerosa” in molte sezioni della dichiarazione, che scende da 3 a 2 figli, ampliando di fatto la platea dei beneficiari di trattamenti di favore.
Un altro pilastro dell’intervento normativo riguarda la rivalutazione del patrimonio immobiliare, con un occhio di riguardo per l'abitazione principale. A causa dell'aumento dei valori catastali e delle difficoltà abitative, lo Stato ha deciso di innalzare sensibilmente la franchigia sulla prima casa. Per la generalità dei cittadini, il valore dell'immobile che non concorre al calcolo passa da 52.500 euro a 91.500 euro, cifra che sale ulteriormente fino a 120.000 euro per i residenti nei capoluoghi delle città metropolitane, dove il mercato immobiliare è tradizionalmente più oneroso. A questo si aggiunge un ulteriore cuscinetto di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Inoltre, al fine di supportare le aree più fragili del Paese, il nuovo modello Dsu introduce una clausola di salvaguardia per le famiglie colpite da eventi naturali estremi. Per tutto l'anno in corso, gli immobili che sono stati distrutti o dichiarati inagibili a causa di calamità naturali sono totalmente esclusi dal calcolo del patrimonio.
Sul fronte operativo, l'Inps ha già avviato un’importante operazione di aggiornamento automatico. Tutti i cittadini che hanno presentato una dichiarazione dal 1° gennaio 2026 vedranno le proprie attestazioni ricalcolate d'ufficio con i nuovi criteri, senza la necessità di inoltrare una nuova pratica. Questo automatismo garantisce che nessuno rimanga escluso dai nuovi benefici per colpa di un ritardo burocratico. Tuttavia, la complessità delle nuove regole segna un ulteriore restringimento per la versione semplificata della dichiarazione, la cosiddetta Dsu Mini. Oltre ai casi già noti, legati alla disabilità o alle prestazioni universitarie, la versione “breve” non potrà più essere utilizzata per accedere alle prestazioni familiari e alle misure di inclusione o in caso di genitori non conviventi. La necessità di un'analisi più profonda delle dinamiche familiari impone l'uso della Dsu integrale in quasi tutti i contesti di sostegno al reddito.