Il nuovo accordo interviene in modo incisivo sullo stipendio tabellare. L'incremento stabilito è pari a 230 euro lordi mensili per 13 mensilità, una cifra che ridetermina la retribuzione base annua a una quota di 50.005,77 euro lordi. Poiché il contratto ha valore retroattivo a partire dal 1° gennaio 2024, i professionisti vedranno nel corso della primavera 2026 non solo l'adeguamento del cedolino ordinario, ma anche l'erogazione degli arretrati che coprono l'intero biennio precedente.
Oltre alla componente fissa, il nuovo contratto valorizza in modo specifico il percorso di carriera e la responsabilità apicale. Chi ricopre incarichi di direzione di una struttura complessa può, infatti, contare su una parte accessoria che supera i 52.000 euro lordi annui, la quale va a sommarsi alla base tabellare già citata. Per i dirigenti con un'esperienza consolidata, sono state introdotte delle garanzie minime che blindano il trattamento economico in base all'anzianità di servizio. Nello specifico, per chi ha maturato almeno 5 anni di esperienza con valutazione positiva, la soglia minima per la retribuzione di posizione è fissata a 5.500 euro lordi annui, mentre per i professionisti con oltre 15 anni di anzianità questa base minima sale a 6.500 euro, legando indissolubilmente il merito alla stabilità economica.
Un ulteriore elemento rilevante di questo rinnovo è l'aggiornamento dell'indennità di specificità sanitaria, una voce economica nata per gratificare il ruolo unico dei dirigenti non medici nel sistema salute. Tale indennità raggiunge ora il valore di 1.616,16 euro lordi annui, fungendo da riconoscimento per le competenze tecniche iperspecialistiche richieste quotidianamente nei laboratori e nei servizi di prevenzione. Parallelamente, il contratto interviene sulla gestione delle ore extra, definendo tariffe orarie per lo straordinario che variano dai 30,72 euro per il servizio diurno ai 34,73 euro per le prestazioni notturne o festive, raggiungendo il picco di 40,07 euro lordi per il lavoro notturno festivo.
Tuttavia, il nuovo testo contrattuale introduce vincoli rigorosi per evitare che il lavoro straordinario diventi una modalità ordinaria di gestione dei servizi. Le prestazioni extra devono essere autorizzate dal responsabile di struttura e possono essere utilizzate esclusivamente per emergenze o chiamate in pronta disponibilità. Per favorire il benessere del lavoratore e prevenire fenomeni di burnout, il dirigente ha la facoltà di scegliere, in alternativa al pagamento economico, il recupero delle ore attraverso riposi compensativi da fruire entro i 4 mesi successivi.