Gli imprevisti della vita possono mettere a serio rischio le proprie finanze. E quando il reddito si riduce sensibilmente e in modo repentino - non riuscendo più a pagare il canone di locazione - si entra in quella che la legge definisce morosità incolpevole.
È una situazione ben precisa e tutelata da un sostegno economico pubblico: il fondo per la morosità incolpevole, istituito dal D.L. 102/2013 e rifinanziato dalla manovra di bilancio dello scorso anno, con risorse fino al 2026. Queste ultime vengono distribuite alle Regioni che, a loro volta, le trasferiscono ai Comuni. A gestire ed erogare il beneficio sono, infatti, gli enti locali che, in proposito, pubblicano bandi e avvisi pubblici con tutti i requisiti dettagliati per accedere al contributo, l'elenco dei documenti da allegare, le modalità di presentazione della domanda e le scadenze. Sono, inoltre, indicati i criteri di priorità, gli importi concedibili e le modalità di erogazione del contributo.
In breve:
È una situazione ben precisa e tutelata da un sostegno economico pubblico: il fondo per la morosità incolpevole, istituito dal D.L. 102/2013 e rifinanziato dalla manovra di bilancio dello scorso anno, con risorse fino al 2026. Queste ultime vengono distribuite alle Regioni che, a loro volta, le trasferiscono ai Comuni. A gestire ed erogare il beneficio sono, infatti, gli enti locali che, in proposito, pubblicano bandi e avvisi pubblici con tutti i requisiti dettagliati per accedere al contributo, l'elenco dei documenti da allegare, le modalità di presentazione della domanda e le scadenze. Sono, inoltre, indicati i criteri di priorità, gli importi concedibili e le modalità di erogazione del contributo.
In breve:
- la morosità incolpevole consiste nell'impossibilità oggettiva e sopravvenuta di pagare l'affitto (rapporto canone/reddito con incidenza sopra il 30%);
- i suoi motivi sono legati a un evento esterno e, quindi, sono indipendenti dalla volontà dell'inquilino;
- essa prevede l'erogazione di uno speciale contributo che può arrivare a 12mila euro.
La morosità incolpevole non sussiste per un semplice ritardo o una difficoltà generica. Infatti, la situazione in oggetto presuppone sempre una riduzione significativa della capacità reddituale del nucleo familiare, intervenuta dopo la stipula del contratto di locazione. Le possibili cause, menzionate anche dalla legge, attengono - ad esempio - alla malattia grave di uno dei componenti della famiglia che contribuiva al reddito, alla perdita del lavoro per licenziamento, al mancato rinnovo di contratti a tempo determinato, agli accordi aziendali o sindacali con riduzione consistente dell'orario lavorativo, oppure alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria.
Abbiamo detto sopra che il contributo economico contro la morosità incolpevole può arrivare fino a 12.000 euro, a seconda della situazione concreta. Infatti, l'effettivo importo stanziato dipende dalla finalità per cui viene richiesto (sanare morosità, rinvio sfratto, deposito cauzionale per nuovo contratto), dall'entità del debito e dalle risorse disponibili nel Comune. Inoltre, tale misura viene determinata, caso per caso, entro i massimali previsti dal singolo bando, in base alla situazione economica e alla gravità della morosità accertata.
Al fine di presentare domanda occorre rispettare requisiti precisi e basati sui criteri fissati dalla normativa nazionale e dal decreto ministeriale del 30 marzo 2016. In linea generale, l'inquilino deve:
Abbiamo detto sopra che il contributo economico contro la morosità incolpevole può arrivare fino a 12.000 euro, a seconda della situazione concreta. Infatti, l'effettivo importo stanziato dipende dalla finalità per cui viene richiesto (sanare morosità, rinvio sfratto, deposito cauzionale per nuovo contratto), dall'entità del debito e dalle risorse disponibili nel Comune. Inoltre, tale misura viene determinata, caso per caso, entro i massimali previsti dal singolo bando, in base alla situazione economica e alla gravità della morosità accertata.
Al fine di presentare domanda occorre rispettare requisiti precisi e basati sui criteri fissati dalla normativa nazionale e dal decreto ministeriale del 30 marzo 2016. In linea generale, l'inquilino deve:
- essere cittadino italiano o UE, oppure cittadino extra UE con regolare titolo di soggiorno;
- essere titolare di un contratto di locazione, a uso abitativo, regolarmente registrato;
- risiedere nell'immobile oggetto di sfratto da almeno un anno;
- essere destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida;
- provare che la morosità è dovuta a una delle cause previste dalla legge;
- avere un ISEE non superiore a 26mila euro (salvo tetti diversi fissati a livello locale);
- non possedere altri immobili adeguati alle esigenze familiari, nella stessa provincia.
Possono esservi priorità nella valutazione e nell'accoglimento delle domande, laddove nel nucleo familiare del richiedente siano presenti over 75, minori, persone con invalidità almeno al 74%, oppure soggetti seguiti dai servizi sociali o dalle ASL per un progetto assistenziale.
La domanda di contributo contro la morosità incolpevole va presentata al Comune di residenza, verificando l'apertura del bando per il 2026 e la disponibilità delle risorse finanziarie per coprire le agevolazioni. Perciò è essenziale consultare il sito web ufficiale dell'amministrazione locale e leggere attentamente le disposizioni del bando di riferimento. Insieme alla richiesta di accesso al suddetto sistema di aiuti statali, è necessario allegare alcuni essenziali documenti come l'ISEE, il contratto di locazione registrato, l'atto di sfratto e, soprattutto, la documentazione sull'evento che ha causato l'improvvisa e involontaria perdita di reddito.
Concludendo, il fondo per la morosità incolpevole rappresenta uno strumento chiave per impedire che una difficoltà economica temporanea si trasformi in una perdita definitiva dell'abitazione. Per evitare gravi ripercussioni su tutto il nucleo familiare, gli inquilini interessati sono, quindi, invitati a rispettare rigorosamente la procedura di domanda e le istruzioni inserite nel bando comunale.
La domanda di contributo contro la morosità incolpevole va presentata al Comune di residenza, verificando l'apertura del bando per il 2026 e la disponibilità delle risorse finanziarie per coprire le agevolazioni. Perciò è essenziale consultare il sito web ufficiale dell'amministrazione locale e leggere attentamente le disposizioni del bando di riferimento. Insieme alla richiesta di accesso al suddetto sistema di aiuti statali, è necessario allegare alcuni essenziali documenti come l'ISEE, il contratto di locazione registrato, l'atto di sfratto e, soprattutto, la documentazione sull'evento che ha causato l'improvvisa e involontaria perdita di reddito.
Concludendo, il fondo per la morosità incolpevole rappresenta uno strumento chiave per impedire che una difficoltà economica temporanea si trasformi in una perdita definitiva dell'abitazione. Per evitare gravi ripercussioni su tutto il nucleo familiare, gli inquilini interessati sono, quindi, invitati a rispettare rigorosamente la procedura di domanda e le istruzioni inserite nel bando comunale.