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Pensione, ad aprile devi restituire fino a 1.000 euro all'INPS per un errore che non hai fatto tu: ecco chi è coinvolto

Pensione, ad aprile devi restituire fino a 1.000 euro all'INPS per un errore che non hai fatto tu: ecco chi è coinvolto
Un taglio fino a 1.000 euro sulla pensione di aprile potrebbe riguardare migliaia di pensionati. Non si tratta però di una nuova misura del governo, né di una revisione degli importi pensionistici: all’origine del problema c’è un errore di natura fiscale emerso durante le verifiche dell’Inps sui conguagli relativi al 2025
Secondo quanto spiegato dall’Istituto, circa 15.000 pensionati hanno ricevuto a marzo una somma non dovuta, a causa dell’attribuzione errata di una detrazione fiscale che spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Per questo motivo l’Inps procederà al recupero degli importi nel cedolino di aprile, con trattenute che, in alcuni casi, potrebbero essere anche consistenti.
La vicenda riporta al centro il tema degli errori amministrativi in ambito previdenziale e della possibilità, per i pensionati, di opporsi alla restituzione delle somme quando l’errore dipende dall’ente che eroga la prestazione. In passato, infatti, alcune sentenze hanno riconosciuto la buona fede dei beneficiari, limitando o escludendo l’obbligo di restituire gli importi percepiti.

Ma cosa è successo esattamente e perché il recupero avverrà proprio ad aprile?
Il taglio che alcuni pensionati vedranno nel cedolino di aprile deriva dai controlli fiscali annuali, che l’Inps effettua in qualità di sostituto d’imposta sulle pensioni erogate.Nei primi mesi dell’anno l’Istituto verifica le ritenute Irpef applicate durante l’anno precedente. Se le trattenute sono state superiori al dovuto viene riconosciuto un rimborso, mentre in caso contrario l’Inps recupera le somme mancanti sulle pensioni dei mesi successivi.

Prima dell’emissione della Certificazione Unica viene, poi, effettuato un ulteriore controllo complessivo che tiene conto di tutte le prestazioni fiscalmente imponibili percepite dal beneficiario. Da questa verifica può emergere un conguaglio a credito oppure a debito, che per i pensionati viene generalmente regolato con il pagamento di aprile.
Nel caso specifico, durante i controlli è emerso un errore procedurale: nel 2025 a circa 15.000 pensionati è stata attribuita l’ulteriore detrazione fiscale prevista dalla normativa solo per i lavoratori dipendenti con redditi tra 20.000 e 40.000 euro. Poiché il beneficio non spettava ai pensionati, l’Inps deve ora recuperare le somme versate in più, che in alcuni casi possono arrivare fino a circa 1.000 euro.
L’Istituto ha comunque precisato che, qualora l’importo della pensione non sia sufficiente per recuperare l’intera cifra in un’unica soluzione, il recupero proseguirà automaticamente nei mesi successivi. Per le pensioni più basse è inoltre prevista la possibilità di una rateizzazione, così da evitare trattenute troppo pesanti.

Dopo aver ricostruito le cause dell’errore, l’Inps ha voluto rassicurare i pensionati coinvolti, sottolineando che la situazione è più limitata di quanto possa sembrare.
Una volta individuato l’errore nell’attribuzione della detrazione fiscale, l’Istituto previdenziale ha, infatti, avviato le comunicazioni ai diretti interessati. Secondo quanto riferito, la maggior parte dei pensionati coinvolti aveva già notato l’anomalia e accantonato la somma ricevuta in più nel cedolino precedente.

Per questi soggetti, quindi, il recupero previsto ad aprile non dovrebbe creare particolari difficoltà economiche.
Le criticità riguardano invece un numero molto più ristretto di casi, stimato in meno di un centinaio di pensionati che, nel frattempo, hanno già utilizzato le somme percepite per errore. Proprio per evitare situazioni di disagio, l’Inps ha predisposto modalità di recupero graduali, con trattenute distribuite nei mesi successivi.
L’elenco delle posizioni interessate è stato trasmesso alle sedi territoriali dell’Istituto e i pensionati coinvolti riceveranno una comunicazione dedicata nella propria area personale MyInps, oltre alla possibilità di ricevere assistenza tramite il Contact center, i patronati e i sindacati dei pensionati.

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