Il nuovo part-time incentivato è una delle novità più rilevanti introdotte dal disegno di legge dedicato alle piccole e medie imprese (ddl PMI), approvato definitivamente dal Senato nei primi giorni di marzo.
La misura nasce con un duplice obiettivo: accompagnare gradualmente verso la pensione i lavoratori più vicini alla fine della carriera, senza penalizzare l’assegno futuro e, allo stesso tempo, favorire il ricambio generazionale nelle imprese.
In tale ottica si prevede che i lavoratori che matureranno i requisiti per la pensione entro il 2027 potranno chiedere di ridurre l’orario di lavoro passando a un part-time agevolato. In cambio riceveranno un vantaggio contributivo, mentre l’azienda sarà obbligata ad assumere un giovane lavoratore con contratto stabile.
Nel dettaglio, il disegno di legge prevede che i lavoratori dipendenti del settore privato prossimi alla pensione possano ridurre il proprio orario di lavoro tra il 25% e il 50%.
Nonostante la riduzione dell’orario, non ci saranno effetti negativi sulla pensione futura. Il provvedimento prevede, infatti, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali sulla retribuzione percepita fino a un massimo di 3.000 euro. In questo modo il lavoratore continuerà a maturare i contributi come se lavorasse a tempo pieno. Per molti dipendenti vicini alla pensione si tratta, quindi, di una soluzione intermedia che consente di diminuire gradualmente il carico di lavoro senza perdere tutele previdenziali.
Il part-time incentivato, tuttavia, non sarà disponibile per tutti. Potranno accedervi solo i lavoratori:
La misura nasce con un duplice obiettivo: accompagnare gradualmente verso la pensione i lavoratori più vicini alla fine della carriera, senza penalizzare l’assegno futuro e, allo stesso tempo, favorire il ricambio generazionale nelle imprese.
In tale ottica si prevede che i lavoratori che matureranno i requisiti per la pensione entro il 2027 potranno chiedere di ridurre l’orario di lavoro passando a un part-time agevolato. In cambio riceveranno un vantaggio contributivo, mentre l’azienda sarà obbligata ad assumere un giovane lavoratore con contratto stabile.
Nel dettaglio, il disegno di legge prevede che i lavoratori dipendenti del settore privato prossimi alla pensione possano ridurre il proprio orario di lavoro tra il 25% e il 50%.
Nonostante la riduzione dell’orario, non ci saranno effetti negativi sulla pensione futura. Il provvedimento prevede, infatti, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali sulla retribuzione percepita fino a un massimo di 3.000 euro. In questo modo il lavoratore continuerà a maturare i contributi come se lavorasse a tempo pieno. Per molti dipendenti vicini alla pensione si tratta, quindi, di una soluzione intermedia che consente di diminuire gradualmente il carico di lavoro senza perdere tutele previdenziali.
Il part-time incentivato, tuttavia, non sarà disponibile per tutti. Potranno accedervi solo i lavoratori:
- con contratto a tempo pieno e indeterminato;
- impiegati nel settore privato;
- che lavorano in aziende con meno di 50 dipendenti.
La misura ha, inoltre, carattere sperimentale: sarà applicabile solo nel biennio 2026-2027, per valutarne l’impatto sul mercato del lavoro.
Uno degli aspetti centrali della riforma riguarda l’occupazione giovanile. Ogni volta che un lavoratore aderisce al part-time incentivato, l’azienda dovrà assumere un giovane under 35 con contratto a tempo indeterminato.
Se questa condizione non viene rispettata, l’impresa perde automaticamente il diritto all’agevolazione. L’obiettivo è, quindi, favorire un reale ricambio generazionale all’interno delle imprese.
Resta però il limite delle risorse disponibili: i fondi stanziati consentirebbero di applicare la misura solo a circa mille lavoratori, un numero piuttosto ridotto rispetto alla platea potenziale.
Sono previste altre novità?
Sì, il provvedimento non riguarda solo le pensioni, ma introduce diversi interventi a sostegno delle piccole e medie imprese.
Tra le novità più discusse ci sono le norme contro le false recensioni online nei settori del turismo e della ristorazione. Le recensioni saranno considerate valide solo se pubblicate entro 30 giorni dall’effettivo utilizzo del servizio.
Il testo prevede, inoltre, 100 milioni di euro per finanziare i cosiddetti mini contratti di sviluppo, destinati a sostenere il settore della moda nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili.
Il disegno di legge include anche altre misure economiche e fiscali, tra cui:
- l’estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali ai marchi storici;
- un’agevolazione fiscale per i pensionati che trasferiscono la residenza in comuni con meno di 30.000 abitanti, con un’imposta sostitutiva Irpef del 7% per dieci anni.