Chi svolge attività considerate gravose o particolarmente faticose - e possiede determinati requisiti contributivi - può accedere alla pensione prima rispetto alla generalità dei lavoratori.
L’adeguamento alla speranza di vita scatta ogni due anni. Nel 2019 ha portato l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni, con un aumento di 5 mesi.
Sono esclusi da questo incremento i lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti, purché abbiano maturato almeno 30 anni di contributi. Per loro il requisito anagrafico resta fermo a 66 anni e 7 mesi.
Tra coloro che svolgono attività gravose rientrano, ad esempio:
L’adeguamento alla speranza di vita scatta ogni due anni. Nel 2019 ha portato l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni, con un aumento di 5 mesi.
Sono esclusi da questo incremento i lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti, purché abbiano maturato almeno 30 anni di contributi. Per loro il requisito anagrafico resta fermo a 66 anni e 7 mesi.
Tra coloro che svolgono attività gravose rientrano, ad esempio:
- operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
- conduttori di gru e macchinari per perforazione;
- conducenti di mezzi pesanti e camion;
- personale ferroviario viaggiante;
- infermieri e ostetriche che lavorano su turni;
- addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
- insegnanti dell’infanzia ed educatori di asili nido;
- facchini, addetti alle pulizie e operatori ecologici;
- operai agricoli e pescatori;
- lavoratori del settore siderurgico e del vetro ad alte temperature;
- marittimi imbarcati e personale dei trasporti marittimi.
Come funziona oggi lo sconto di 5 mesi?
Per beneficiare dell’esclusione dall’aumento di 5 mesi è necessario aver svolto l’attività gravosa per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro effettivo.
Rientrano nello sconto anche gli addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, come:
- lavoratori impegnati in mansioni usuranti;
- lavoratori notturni con una determinata permanenza nel lavoro notturno;
- addetti alla linea catena;
- conducenti di veicoli per il trasporto pubblico collettivo con almeno nove posti.
Cosa cambia tra il 2027 e il 2028?
Dal 1° gennaio 2027 è previsto un nuovo adeguamento alla speranza di vita. Tuttavia, la legge di Bilancio 2026 ha stabilito il blocco degli aumenti per le categorie già tutelate.
In particolare, per questi lavoratori non si applicheranno:
- l’aumento di 1 mese dal 1° gennaio 2027;
- l’ulteriore incremento di 2 mesi dal 1° gennaio 2028.
Di conseguenza, mentre per la generalità dei lavoratori l’età per la pensione di vecchiaia supererà progressivamente i 67 anni, per usuranti, notturni e addetti a mansioni gravose i requisiti resteranno invariati fino al 31 dicembre 2028.
È così che lo “sconto” aumenta: ai 5 mesi già non applicati dal 2019 si aggiungono altri 3 mesi, portando la differenza a 6 mesi nel 2027 e fino a 8 mesi nel 2028 rispetto alle regole ordinarie.
Resta però fondamentale il requisito contributivo: servono almeno 30 anni di contributi, invece dei 20 normalmente richiesti per la pensione di vecchiaia.
Attenzione anche a un altro aspetto: il nuovo adeguamento si applica a chi ha svolto attività gravosa o usurante per almeno 6 anni negli ultimi 7.
Diverso è il requisito per ottenere lo sconto pieno di 5 mesi (e i successivi aumenti), che richiede almeno 7 anni negli ultimi 10.
Questo crea una differenza di trattamento:
- chi ha svolto attività gravosa per 7 anni negli ultimi 10 continua ad andare in pensione a 66 anni e 7 mesi fino al 31 dicembre 2028;
- chi invece può far valere 6 anni negli ultimi 7 beneficia solo di uno sconto più limitato (1 o 2 mesi), potendo andare in pensione a 67 anni anche nel prossimo biennio.
In definitiva, il vantaggio per chi svolge lavori gravosi o usuranti è destinato ad aumentare nei prossimi anni, ma resta strettamente legato sia alla tipologia di attività sia alla durata effettiva del lavoro svolto e ai contributi maturati.