Dal primo gennaio scorso sono entrate in vigore significative novità in materia di congedo parentale, introdotte dalla legge 199/2025 - la manovra 2026 - e chiarite dall'Inps con il messaggio n. 251 del 26 gennaio. La riforma ha il pregio di ampliare in modo rilevante l'arco temporale entro cui i genitori possono fruire di questo beneficio, ma si rivolge esclusivamente ad alcune categorie di lavoratori. Vediamo allora, in sintesi, chi può beneficiare delle nuove regole, entro quali termini e con quali modalità operative.
Nel dettaglio, all'art. 1, comma 219 della legge di Bilancio, sono modificati gli artt. 32, 34 e 36 del D.Lgs. n. 151/2001 (Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), espressamente dedicati al congedo parentale. La novità chiave nel Testo unico sulla maternità e paternità risiede nell'allargamento del limite temporale di fruizione dell'istituto in oggetto, che sale di due anni e passa - quindi - da 12 a 14 anni, per i genitori lavoratori dipendenti. Nel messaggio 251/2026, l'Inps coglie l'occasione per indicare alcune fondamentali regole di funzionamento del congedo parentale. Eccole in sintesi:
- in caso di nascita, l'agevolazione può essere sfruttata entro i primi 14 anni di vita del figlio, a decorrere dalla fine del congedo di maternità per la madre lavoratrice dipendente. Il decorso scatta invece dalla data di nascita, per il padre lavoratore subordinato;
- in ipotesi di adozione o affidamento, invece, il congedo parentale può essere sfruttato entro 14 anni dall'ingresso del minore in famiglia, pur nel limite massimo della maggiore età;
- restano fermi i limiti individuali e di coppia previsti dalla normativa. Perciò, anche con l'estensione temporale, non cambia la durata massima complessiva del congedo fino a dieci mesi complessivi tra i due genitori (elevabili a undici se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un lasso di tempo continuativo o frazionato, di almeno un trimestre). I congedi possono essere usati contemporaneamente dai genitori.
Il messaggio dell'ente previdenziale è altresì utile perché sottolinea chi sono gli esclusi dalle nuove regole. La novità normativa in oggetto riguarda i soli lavoratori con un contratto di lavoro subordinato. Parallelamente, permangono identici al passato i limiti temporali per le altre categorie. In particolare:
- per gli iscritti alla Gestione separata Inps, il congedo parentale continua a essere fruibile entro i 12 anni di vita del figlio in caso di nascita e sempre entro 12 anni dall'ingresso in famiglia, in caso di adozione o affidamento preadottivo;
- per i lavoratori autonomi, il congedo parentale c'è ma in modo limitato al primo anno di vita del figlio, oppure a un anno dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
Come accennato sopra, le nuove regole introdotte dalla manovra di bilancio si applicano a partire dall'inizio di questo mese. A ben vedere, questo significa che, per i periodi di congedo parentale fruiti fino al 31 dicembre scorso, continua ad applicarsi il limite dei 12 anni. Invece, dal primo gennaio 2026, i genitori lavoratori subordinati con figli che non abbiano ancora compiuto 14 anni possono fruire del congedo parentale secondo i nuovi e più flessibili margini temporali.
Sul piano del trattamento economico, si ricorda inoltre che nove mesi sono indennizzati al 30% della retribuzione media giornaliera. Mentre il decimo e l'undicesimo mese non sono indennizzati, salvo che il reddito individuale del genitore richiedente sia inferiore a due volte e mezzo il trattamento minimo di pensione (pari a 611,85 euro mensili per l'anno in corso). Dal 2025, inoltre, in presenza di specifici requisiti, è possibile ottenere - per massimo tre dei nove mesi indennizzati - una maggiorazione dell'indennità dal 30% all'80% dello stipendio.
A seguito delle modifiche normative intercorse, l'Inps ha recentemente aggiornato la procedura online "Domande di maternità e paternità", disponibile sul sito istituzionale. Dall'8 gennaio scorso i genitori lavoratori dipendenti possono, così, presentare la domanda di congedo parentale, secondo i nuovi limiti temporali. La richiesta può essere fatta soltanto via web e l'Inps tiene a precisare che, qualora tra il primo gennaio e l'8 gennaio scorso non sia stato possibile presentare la domanda per motivi tecnici, sarà comunque consentito presentare la domanda in un momento successivo, anche per periodi di congedo già fruiti in quel lasso di tempo. Parallelamente, le strutture territoriali dell'ente previdenziale dovranno tenere conto dell'oggettiva impossibilità tecnica di presentare la richiesta, in via preventiva.
Concludendo, dal 2026 il congedo parentale diventa quindi più elastico, ma solo per i lavoratori subordinati. Questi ultimi potranno utilizzarlo fino ai 14 anni dei figli, senza perdere il diritto all'indennità nei limiti previsti dalla legge. Le istruzioni Inps, di cui al messaggio 251/2026, hanno così il pregio di delineare sia il perimetro soggettivo della novità, sia le modalità operative per accedere correttamente alla prestazione, riducendo il rischio di errori o decadenze.