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Codice della Strada, puoi usare la piazzola di sosta in autostrada solo per emergenze: il sonno o i bisogni non lo sono

Codice della Strada, puoi usare la piazzola di sosta in autostrada solo per emergenze: il sonno o i bisogni non lo sono
C'è un tempo illimitato per sostare nelle piazzole d'emergenza nel tragitto di un viaggio in autostrada? Vediamolo insieme
Un errore comune è quello di ritenere la piazzole di emergenza autostradale come un’area “fuori dal traffico”, una sorta di bolla di sicurezza. In realtà si tratta di uno spazio tollerato ma non protetto, inserito comunque in un contesto in cui il traffico continua a scorrere ad alta velocità. Fermarsi senza una reale necessità significa esporsi a un rischio inutile, spesso sottovalutato fino a quando diventa irreversibile.
Le infrastrutture dedicate alla sosta ordinaria esistono proprio per evitare queste situazioni. Aree di servizio e parcheggi rispondono a bisogni prevedibili come il riposo, il cambio di conducente o una pausa fisiologica, senza compromettere la sicurezza propria e altrui: non sono spazi di servizio, né zone neutre, né tantomeno una versione ridotta delle aree di sosta. Sono luoghi di contenimento del rischio, progettati per limitare le conseguenze di un evento che rende impossibile o pericoloso proseguire la marcia. In autostrada non esiste un diritto alla fermata: esiste solo una tolleranza normativa nei confronti dell’emergenza, e la piazzola è lo strumento attraverso cui questa tolleranza viene resa compatibile con la sicurezza collettiva. Tutto ciò che esula da questo perimetro è, a tutti gli effetti, un uso improprio.
Da qui nasce spesso la confusione tra corsia di emergenza e piazzola, come se fossero spazi intercambiabili. In realtà la corsia di emergenza ha una funzione ancora più delicata: garantisce il transito dei mezzi di soccorso e, solo in casi estremi, la marcia di veicoli che non possono proseguire. Percorrerla senza motivo, anche per pochi metri, o utilizzarla come area di sosta temporanea comporta sanzioni più severe rispetto all’uso improprio della piazzola, perché si interferisce con un’infrastruttura essenziale per la gestione delle emergenze. Allo stesso tempo, decidere di fermarsi in un’area di servizio anziché in piazzola non è una scelta opzionale, ma un atto di responsabilità alla guida: le aree attrezzate sono progettate per assorbire la sosta, offrendo protezione fisica, spazi adeguati e servizi.
Allora quando è emergenza, secondo quanto riferisce il nostro legislatore?
L’articolo 3, comma 15, del Codice della Strada definisce la corsia di emergenza come una corsia adiacente alla carreggiata, riservata alla sosta in caso di emergenza, al transito dei mezzi di soccorso e, solo in situazioni eccezionali, al passaggio dei pedoni quando la loro circolazione è consentita.
L’articolo 176, comma 5, del Codice della Strada stabilisce invece che sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è vietato fermarsi o sostare, salvo nei casi di emergenza dovuti a malessere degli occupanti o a un’avaria del veicolo. In tali situazioni, il mezzo deve essere condotto nel più breve tempo possibile sulla corsia di emergenza o, in mancanza di questa, nella prima piazzola disponibile, evitando in ogni caso di occupare le corsie di marcia.

Soprattutto la sosta d'emergenza non deve eccedere il tempo strettamente necessario per superare l'emergenza stessa e non deve, comunque, protrarsi oltre le tre ore. Decorso tale termine il veicolo può essere rimosso coattivamente e si applicano le disposizioni di cui all'articolo 175, comma 10.
L’utilizzo della piazzola, quindi, è consentito solo in presenza di una condizione che renda pericolosa o impossibile la prosecuzione della marcia: un guasto meccanico, un’avaria improvvisa, un malessere fisico del conducente o di un passeggero che imponga un arresto immediato. Non conta l’intenzione soggettiva, ma l’oggettività della situazione. Stanchezza, sonnolenza, necessità di una pausa o l’uso del telefono non costituiscono automaticamente emergenza, perché sono condizioni prevedibili e gestibili uscendo in un’area attrezzata. Fermarsi in piazzola per questi motivi significa, dal punto di vista giuridico, creare un pericolo e può comportare sanzioni molto elevate, con importi che superano i mille euro e la sospensione della patente.
Tra gli obblighi c’è anche quello di indossare un giubbotto catarifrangente per evitare ipotetici incidenti. Come è scritto nell’articolo 176 sopra citato, di notte è obbligatorio tenere le luci della propria auto accese, qualora la visibilità sia limitata. Inoltre c’è il rischio di subire sanzioni fino a 169 euro, se non si applica il triangolo davanti all’auto per avvisare gli altri automobilisti.

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