(massima n. 1)
Nella valutazione della chiamata in correitą o in reitą, il giudice, ancora prima di accertare l'esistenza di riscontri esterni, deve verificare la credibilitą soggettiva del dichiarante e l'attendibilitą oggettiva delle sue dichiarazioni, ma tale percorso valutativo non deve muoversi attraverso passaggi rigidamente separati, in quanto la credibilitą soggettiva del dichiarante e l'attendibilitą oggettiva del suo racconto devono essere vagliate unitariamente, non indicando l'art. 192, comma 3, cod. proc. pen., in proposito, alcuna specifica tassativa sequenza logico-temporale. (Annulla in parte con rinvio, Corte Appello Firenze, 29/01/2018)