Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 17586 del 26 giugno 2024

(2 massime)

(massima n. 1)

La domanda di condanna all'adempimento in forma specifica dell'obbligo di protezione ex art. 2087 c.c. - implica inevitabilmente e necessariamente quella di accertamento dell'inadempimento del medesimo obbligo (integrato dall'illecito mutamento di mansioni), perché solo se sussiste tale inadempimento sarą possibile per il giudice condannare il convenuto all'adempimento della specifica prestazione. In definitiva, la domanda di condanna all'adempimento contiene sempre in sé anche una domanda (pregiudiziale) di accertamento dell'inadempimento.

(massima n. 2)

In tema di dequalificazione professionale, ove il lavoratore richieda l'accertamento dell'illegittimitą della destinazione ad altre mansioni e del diritto alla conservazione di quelle in precedenza svolte, costituendo il suddetto accertamento la premessa logica e giuridica per ulteriori domande di tipo risarcitorio, l'interesse ad ottenere la pronunzia permane anche dopo l'estinzione del rapporto di lavoro, incidendo quest'ultimo evento soltanto sull'eventuale domanda di condanna alla reintegrazione nelle mansioni svolte in precedenza ma non sul diritto all'accertamento che tale obbligo sussisteva fino alla cessazione del rapporto (Nel caso di specie, assicurando continuitą all'enunciato principio, la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza impugnata per avere, nella circostanza, la corte territoriale dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse ad agire, rispetto all'accertamento dell'illegittimitą del mutamento di mansioni, in capo al ricorrente quale erede del lavoratore deceduto).

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