Cassazione penale Sez. IV sentenza n. 42189 del 19 settembre 2023

(1 massima)

(massima n. 1)

Il discrimine tra il concorso nell'illecita detenzione di sostanze stupefacenti e l'autonoma fattispecie di favoreggiamento personale va rintracciato nell'elemento psicologico dell'agente, rispetto al quale occorre verificare se l'aiuto da questi consapevolmente prestato ad altro soggetto, che ponga in essere la condotta criminosa costitutiva del reato permanente, sia l'espressione di una partecipazione al reato oppure nasca dall'intenzione manifestatasi attraverso individuabili modalitą pratiche di realizzare una facilitazione alla cessazione della permanenza del reato.

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