Cassazione penale Sez. I sentenza n. 51381 del 12 luglio 2023

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di circostanze attenuanti generiche il giudice del merito esprime un giudizio di fatto, la cui motivazione č parimenti insindacabile in sede di legittimitą, purchč sia non contraddittoria e dia conto, anche richiamandoli, degli elementi, tra quelli indicati nell'art. 133 c.p., considerati preponderanti ai fini della concessione o dell'esclusione. (Nella specie, per la S.C., deve rilevarsi come le sentenze di merito abbiano esaurientemente motivato in ordine a tutti gli indici giustificativi sfavorevoli e tali argomentazioni costituiscono la ragione, e segnano al tempo stesso il limite, di siffatto riconoscimento).

(massima n. 2)

In tema di omicidio volontario, l'agguato costituisce, in astratto, indice rivelatore della premeditazione, siccome sinonimo d'imboscata od insidia preordinata che postula un appostamento, protratto per un tempo pił o meno lungo, in attesa della vittima designata ed in presenza di mezzi e modalitą tali da non consentire dubbi sul reale intendimento dell'insidia e che spetta al giudice di merito, ai fini della configurabilitą dell'aggravante in questione, cogliere e apprezzare tutte le peculiaritą della concreta fattispecie, accertando se i necessari requisiti, ideologico e cronologico, sussistano o siano, invece, l'uno o l'altro da escludere, come nel caso di avvistamento casuale della vittima o, comunque, di un agguato frutto di iniziativa estemporanea, sicchč la risoluzione omicida non sia maturata attraverso lunga riflessione, con possibilitą di recesso prima dell'attentato.

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