Cassazione penale Sez. I sentenza n. 21525 del 27 febbraio 2025

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di circostanze, l'aggravante comune prevista dall'art. 61, comma primo, n. 11-quinquies), cod. pen. in caso di delitto non colposo contro la vita, l'incolumità individuale o la libertà personale commesso in danno di persona in stato di gravidanza, concorre con quella della minorata difesa di cui all'art. 61, comma primo, n. 5), cod. pen., poiché la prima è connessa allo stato, di natura soggettiva, di gravidanza della vittima del reato, ed è tesa a proteggere, oltre all'autonomia psicologica e fisica della stessa vittima, anche l'incolumità del nascituro, mentre la seconda presuppone che l'azione sia stata favorita dalla maggiore fragilità psicologica e fisica della vittima, di cui l'agente ha profittato per realizzare la condotta lesiva.

(massima n. 2)

In tema di circostanze, l'aggravante comune della coabitazione di cui all'art. 61, comma primo, n. 11), cod. pen. concorre con quella speciale del rapporto di coniugio di cui all'art. 577, comma primo, n. 1), cod. pen., poiché la prima ha natura oggettiva e guarda alla relazione di fatto tra vittima e agente che agevola la commissione del delitto, mentre la seconda ha natura soggettiva e considera il vincolo coniugale in quanto tale, a prescindere dall'ulteriore ed eventuale aspetto costituito dall'avere abusato delle relazioni domestiche o della coabitazione. (Conf.: Sez. 1, n. 5378 del 1990, Rv. 184023 - 01).

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