Cassazione penale Sez. V sentenza n. 10357 del 28 gennaio 2025

(2 massime)

(massima n. 1)

Il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, in quanto reato di evento, si consuma allorché l'agente ottiene il bene preteso con violenza o minaccia, sicché è configurabile il tentativo quando alla condotta non segua la realizzazione dello scopo perseguito. (Nella fattispecie la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che ha ritenuto consumato il delitto nonostante l'agente non fosse riuscito a ottenere la consegna di una somma di denaro a lui spettante per la resistenza di chi la deteneva).

(massima n. 2)

L'elemento soggettivo del delitto di sequestro di persona (art. 605 cod. pen.) si sostanzia nel sufficiente dolo generico, consistente nella consapevolezza di infliggere alla vittima una illegittima restrizione della sua libertà fisica, intesa come libertà di locomozione. Non viene richiesto alcun dolo specifico, essendo irrilevante il motivo o il fine ultimo dell'agente.

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