Cassazione penale Sez. V sentenza n. 24365 del 12 marzo 2024

(1 massima)

(massima n. 1)

Non sussiste alcuna violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, in caso di decisione con cui l'imputato sia condannato per il reato di bancarotta fraudolenta per essere rimasto colpevolmente inerte di fronte alla condotta illecita dell'amministratore di fatto, in applicazione dell'art. 40, comma secondo, cod. pen., anziché per la condotta assunta direttamente nella veste di amministratore formale, purché rimanga immutata l'azione distrattiva, nei suoi profili soggettivi ed oggettivi, considerato che non si determina un'apprezzabile modifica del titolo di responsabilitą.

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